Pro-Test Italia

Il bivio dell’informazione

Le Iene ci ricascano e questa volta l’argomento su cui si concentrano sono i vaccini, tema fortemente discusso al giorno d’oggi e su cui se ne sentono di cotte e di crude. Il servizio parte presentando il caso di due famiglie e di due ragazzi quattordicenni, Salvo ed Andrea, che hanno avuto la disgrazia di avere degli effetti collaterali gravi (attestati da commissioni mediche) in seguito alla vaccinazione obbligatoria rispettivamente ad 11 mesi e a 2 mesi di età, con conseguente disturbo pervasivo dello sviluppo in Salvo ed encefalopatia epilettica di natura da determinarsi in Andrea.

Il servizio, pur concentrandosi sulla questione dei risarcimenti, argomento che viene trattato in modo adeguato e che riteniamo sia doveroso trattare, non affronta in modo corretto ed esaustivo la questione dei vaccini, concentrandosi solamente sulla loro obbligatorietà e sugli effetti collaterali, senza parlare dei vantaggi che essi possono portare agli stessi vaccinati e alla popolazione. I vaccini al giorno d’oggi sono una potente arma di prevenzione contro malattie che, non andando troppo indietro con la memoria, provocavano morti e gravi conseguenze a chi ne era colpito. Cosa potrebbe succedere se improvvisamente una quota consistente di popolazione decidesse di non voler più vaccinare i propri figli? Un paio di esempi possono arrivarci dal Galles e dagli Stati Uniti: nel primo caso nel 2013 si è verificata un’epidemia di morbillo che si è diffusa a macchia d’olio, interessando anche i giovani che non erano stati vaccinati a seguito dell’articolo (poi ritrattato dal Lancet) di Wakefield. Si sono osservati 1455 casi fino al mese di luglio 2013 (contro i 19 casi osservati nel 2011), quando l’epidemia si è conclusa secondo gli enti di controllo. Nel secondo caso negli Stati Uniti si sta osservando un aumento preoccupante dei casi di pertosse nel primo periodo del 2014 (pari al 24% dello stesso periodo nel 2013) e di morbillo, malattia che ha esito fatale in due persone ogni 1000 malati. Questo grafico [1] ci mostra bene come molte epidemie, compresa quella del Galles, potessero essere evitate grazie alle vaccinazioni.

 

Il messaggio che passa inoltre si lega all’obbligatorietà del programma vaccinale: tu, come genitore, sei obbligato a vaccinare i tuoi figli non perchè hai compreso l’importanza di questo mezzo per proteggerli ma perchè ti viene imposto. Non c’è libertà decisionale, secondo il punto di vista del servizio. Ne consegue che i genitori devono fidarsi e andare alla cieca, rimanendo in balia delle eventuali conseguenze; invece ci si dovrebbe concentrare ed informarsi anche e soprattutto sui vantaggi che conseguono al vaccino, pur ricordando che essendo un farmaco sono possibili sempre effetti collaterali e il rischio non potrà mai essere pari a zero: ma se confrontiamo le percentuali delle conseguenze in seguito a vaccino con quelle degli esiti negativi da malattia (prendendo qualsiasi delle malattie per cui abbiamo un vaccino), possiamo ben vedere come siano più frequenti questi ultimi. Nel caso della difterite per esempio, negli Stati Uniti prima dell’introduzione del vaccino si verificavano circa 100.000-200.000 casi con circa 13.000-15.000 morti all’anno mentre l’encefalopatia acuta, una delle conseguenze gravi possibili in seguito al vaccino, si presenta in un caso ogni 100.000 circa di bambini vaccinati. Grazie ai programmi vaccinali attualmente dal 1980 al 2004 sempre negli Stati Uniti si sono osservati solo 57 casi (2-3 all’anno). Per chi vuole confrontare anche le statistiche di altre malattie sottoposte a programma vaccinale, lasciamo il link ad un sito, www.vaccinarsi.org, dove è possibile reperire tutte queste informazioni fornite da esperti del settore.

 

Ben più gravi sono gli effetti “collaterali” di servizi come questi sui genitori che devono sottoporre i propri figli ai vaccini: basti andare sulla pagina Facebook delle Iene e andare a spulciare i commenti sotto il video di questo servizio per capire cosa possa succedere: ci sono commenti di mamme preoccupate per quello che hanno sentito, personaggi che speculano su questo servizio per pubblicizzare gruppi e associazioni contro i vaccini e che correlano i vaccini con l’autismo, correlazione largamente smentita anche di recente da articoli come questo [2] o questo [3]. Il fatto che la iena Viviani poi sottolinei che esiste una “questione della pericolosità dei vaccini” fa credere che la comunità scientifica sia divisa su questo tema, quando in realtà non lo è.

 

Quando si devono trattare tematiche del genere, la prima cosa da farsi è approfondire l’argomento a 360° senza fiondarsi sul sensazionalismo e sulla notizia pronta ed appetibile, rischiando di provocare in modo diretto o non delle conseguenze anche pesanti su chi ascolta il servizio. Abbiamo già potuto constatare come, per le Iene almeno, possa essere una costante questo atteggiamento poco giornalistico e più legato al gossip ma un bravo giornalista deve sapere che ogni sua parola può avere delle conseguenze, positive ma anche negative. I casi Escozul, Zamboni, Stamina e China Study hanno mostrato come questo modo di fare giornalismo sia errato e alla fine controproducente, portando il programma a perdere la credibilità da parte del mondo scientifico e avvicinandolo ad altri programmi che hanno fatto della pseudoscienza il loro biglietto da visita. A questo punto ci si trova davanti ad un bivio: continuare su questa strada, perdendo la credibilità in modo definitivo, oppure iniziare ad impostare servizi di ambito scientifico in un modo completamente nuovo, che prediliga l’informazione corretta allo scoop e all’audience.

 

La scelta è in mano a voi, care Le Iene.

 

Dott. Marco Delli Zotti
Comitato Scientifico Pro-Test Italia

 

Dott.ssa Elisabetta Scapicchi

Psicologa

 

 

[1] http://www.cfr.org/interactives/GH_Vaccine_Map/#map

[2]http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24814559

[3] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24624471

 

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2 commenti

  1. VoceIdealista

    L’ha ribloggato su laVoceIdealista.

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  2. L’ha ribloggato su Cavolate in libertàe ha commentato:
    condivido ogni singola parola.

    Mi piace

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