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Nuove scoperte e nuove strade percorribili grazie alla ricerca sugli animali.

Lasciamo da parte per un momento cani e gatti e concentriamoci sui koala. Telecamere a raggi infrarossi hanno rivelato che i koala abbracciano i tronchi degli alberi per rinfrescarsi durante i periodi più caldi dell’anno. In più, gli animali variano la quota a cui stazionano abbracciati ai tronchi in maniera dipendente dalle stagioni: trascorrono l’inverno sui rami più alti, vicino alle foglie per loro commestibili, e si spostano più in basso dove la temperatura è minore durante l’estate. Questa ricerca è stata condotta come parte di un più ampio progetto relativo alle reazioni degli animali al cambiamento climatico. I ricercatori dell’Università di Melbourne hanno spiegato che gli animali sfruttano il microclima più fresco presente alla base degli alberi per massimizzare le probabilità di sopravvivenza durante i periodi di elevato stress termico.

Il Professor Paul Workman, dell’Istituto per la Ricerca sul Cancro, ha scritto un post riguardo al concordato che il suo istituto ha recentemente firmato, relativo allo sviluppo di nuovi farmaci e,in particolare, al lavoro inerente lo sviluppo del farmaco anti carcinoma prostatico abiraterone. Questo farmaco, sviluppato grazie a test sui topi, ha di recente superato le prime fasi dei trial clinici (necessari all’approvazione ufficiale per l’immissione in commercio [NdT]). Per la prima volta è stato sequenziato il genoma del ratto-talpa, un roditore ipogeo che può vivere circa 20 anni. Il ratto-talpa è refrattario alle neoplasie e il suo genoma ha contribuito alla comprensione dell’evoluzione del meccanismo antitumorale: il sistema immunitario del ratto-talpa aggredisce attivamente le cellule tumorali (cosa che nell’uomo succede molto di rado). È stato impiantato con successo il più piccolo pace-maker del mondo all’interno del cuore di un paziente, tramite un catetere inserito a partire dall’arteria femorale. Questo apparecchio è “non più grande di una pillola di antibiotico” e, a differenza dei modelli finora disponibili, può essere inserito direttamente all’interno delle cavità cardiache da dove, tramite un elettrodo a contatto con i tessuti, controlla il ritmo del battito cardiaco. La possibilità di inserzione tramite catetere arterioso, piuttosto che per mezzo di un intervento chirurgico toracico convenzionale, riduce fortemente il rischio di infezioni post-operatorie. Tale pace-maker è stato prima ampiamente sperimentato su animali e cadaveri di esseri umani, ma essendo stato brevettato da un’azienda, non è possibile sapere di quali animali si trattasse.

L’ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’amore”, esercita anche sui cani lo stesso effetto che ha negli esseri umani. I ricercatori hanno dedotto che l’ormone in questione sia necessario per formare e mantenere i legami sociali, infatti i cani esposti all’ossitocina per via inalatoria erano molto più inclini a mostrare affettività nei confronti dei loro proprietario, rispetto a quelli che avevano inalato una soluzione salina. L’esposizione alle polveri sottili durante le prime fasi dello sviluppo neonatale è stata correlata, nel topo, ad anomalie nell’architettura cerebrale che sono compatibili con quelle riscontrate nell’uomo in casi di autismo e/o schizofrenia. Le polveri sottili causano una reazione infiammatoria nell’encefalo dei topi, con conseguente dilatazione dei ventricoli cerebrali e alterazione dello sviluppo della sostanza bianca. Si sa da molto tempo che la dilatazione dei ventricoli cerebrali e le alte concentrazioni di glutammato, osservate anche nei topi, sono presenti anche negli esseri umani affetti da queste due malattie. I topi maschi sono risultati più vulnerabili rispetto alle femmine, un’altra cosa che concorda con le osservazioni fatte sull’uomo secondo le quali i maschi presentano un rischio maggiore di ammalarsi di disturbo schizofrenico e di disturbi dello spettro autistico. Sebbene i ricercatori sottolineino l’improbabilità che le sole polveri sottili possano essere la causa di queste malattie, sperano che questa scoperta sollevi nuovi interrogativi riguardo agli standard attuali previsti dalla legge in materia di qualità dell’aria. Sono in avanzato stato di preparazione degli esperimenti scientifici che verranno effettuati sulla stazione spaziale internazionale (ISS) prima della cessazione della sua operatività prevista per il 2024, fra i quali è previsto l’invio di uno stabulario capace di ospitare fino a quaranta roditori. La disponibilità di un nuovo veicolo spaziale capace di effettuare atterraggi morbidi sulla Terra (possibilità attualmente preclusa dopo la cessazione del programma Space Shuttle [NdT]) per far viaggiare materiale da e per la ISS ha riaperto la possibilità di effettuare ricerche anche in condizioni di microgravità. Lo stabulario sarà portato sulla ISS con la missione di rifornimento di Agosto e, al fine di effettuare sperimenti genetici, saranno portati in orbita organismi come nematodi e Drosophila (il moscerino della frutta, molto usato in ricerca genetica [NdC]) per permanenze di alcuni mesi, trascorsi i quali saranno riportati sulla Terra. Sono state coltivate con successo cellule retiniche in vitro a partire da cellule staminali, ottenendo una “retina in vitro”. Tale microretina non è soltanto architettonicamente identica a quella umana, ma è anche sensibile alla luce e potrebbe, un giorno, essere impiegata per restituire la vista ai non vedenti. I ricercatori auspicano anche che si possa utilizzare questa tecnica per studiare le malattie retiniche in particolari tipi di pazienti e potrebbe, almeno potenzialmente, ridurre la dipendenza dalla sperimentazione animale, oltre che permettere un approccio terapeutico per queste malattie più personalizzato. Comunque, qualora si volessero impiegare tali retine in vitro per curare la cecità, dovranno prima essere testate estensivamente sugli animali. Le creme solari possono ritardare l’insorgenza del melanoma ma non impedirla del tutto, come si evince da una recente ricerca sui topi. Esemplari predisposti a questa neoplasia e cosparsi di crema solare SPF50 hanno impiegato il 30% del tempo in più per sviluppare neoplasie cutanee rispetto agli esemplari di controllo; i ricercatori dell’Università di Manchester ritengono che questo studio contribuisca in maniera importante a rimarcare la necessità di prendere più misure protettive contro i raggi ultravioletti. Ulteriori ricerche sui topi hanno indicato che dei farmaci già approvati per la terapia delle leucemie potrebbero dimostrarsi efficaci anche contro altri istotipi tumorali. Durante i trial clinici sull’uomo questi farmaci, ancora senza nome, si erano dimostrati così efficaci che i soggetti i quali assumevano il placebo sono stati subito trasferiti nell’altro braccio dello studio, quello in cui veniva somministrato il principio attivo. In una ricerca pubblicata su Nature, tali farmaci si sono dimostrati efficaci nell’aumentare la sopravvivenza dei topi in un ampio gruppo di neoplasie. Esemplari affetti da carcinoma mammario sono sopravvissuti circa il doppio rispetto a quelli di controllo, in più la diffusione della neoplasia appariva significativamente ridotta. L’innocuo serpente reale scarlatto, il Lampropeltis triangulum elapsoides della Carolina del Nord, continua a imitare cromaticamente il velenoso serpente corallo, nonostante quest’ultimo si sia estinto dalla regione da più di 50 anni. I granchi d’acqua dolce possono essere in grado di provare emozioni come l’ansia, scoperta che si aggiunge al gran numero di ricerche le quali suggeriscono che questi animali possano provare dolore. I ricercatori hanno indotto condizioni di stress psicofisico agli esemplari oggetto dello studio esponendoli a un campo elettrico per loro fastidioso, per poi trasferirli in acquari contenenti aree senza luce, che essi prediligono, e aree illuminate, che non amano. Si è scoperto che mentre gli esemplari non soggetti a stress esploravano sia le aree senza luce che quelle illuminate – con una certa preferenza verso le prime –, gli animali sottoposti a stress evitavano di avventurarsi nelle aree illuminate, ma quando tali esemplari sono stati trattati con un ansiolitico hanno iniziato a esplorare sia le zone dell’acquario senza luce che quelle illuminate.

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