Pro-Test Italia

La verità sullo stabulario di Modena

Ho visto il video di Animal Amnesty e di Bernini sullo stabulario di Modena.
Abbiamo avuto modo di sentire come stanno le cose veramente. Il parlamentare pentastellato Bernini è entrato nello stabulario coprendosi il naso. Non credo sia mai stato in una stalla, in una scuderia o in un canile, e più in generale non credo che conosca una realtà con molti animali come i rifugi. Il video che hanno presentato ha frasi sconnesse, a tratti non si capisce il significato, perchè è un collage di spezzoni: il video è stato fatto di nascosto dal Parlamentare nello stabulario, la registrazione audio invece è avvenuta nell’ufficio, dove i ricercatori hanno cercato di spiegare cosa facevano.
Il video è stato arricchito con immagini di repertorio decontestualizzate. Tra queste, si vede un animale presumibilmente positivo al test della tubercolina: eppure gli animali dello stabulario sono tutti risultati negativi alla tubercolosi. Quindi un falso.

Lo stabulario è a norma, non si può più allevare per il recepimento errato della direttiva europea sulla SA (contro l’art. 2 della stessa). Siccome gli animali non possono più riprodursi grazie alla legge voluta dagli animalisti, il maschio dominante non può stare con le femmine. La colonia è stata divisa a causa degli animalisti, che vogliono ulteriormente infierire sulla famiglia prendendo alcuni animali, separandoli dal nucleo. Per i primati la socialità è essenziale, ogni membro ha un ruolo, c’è un capo, ci sono le femmine, delle gerarchie e degli equilibri che si instaurano col tempo. Ora che gli animali non possono più riprodursi, devono essere acquistati dall’estero, subendo lo stress da trasporto e la quarantena. Il danno al benessere animale è legato anche al fatto che gli animali sono abituati da generazioni a vivere in quell’ambiente, con persone conosciute che li nutrono, li lavano e li accudiscono. Se gli animali abituati a vivere in un determinato ambiente vengono liberati, sono praticamente abbandonati perché non sono in grado di badare a loro stessi.

Un altro messaggio fuorviante che hanno cercato di far passare gli animalisti in malafede è che la ricerca di base non serva a niente! La ricerca di base è essenziale, è la base per l’appunto. Il 46.1% di animali impiegati nella SA sono impiegati nella ricerca di base. Un meccanico che non conosce com’è fatta una macchina non può aggiustarla, così come i ricercatori e i medici non possono sapere come curare una persona o un animale se non conoscono la fisiologia, l’anatomia e la patogenesi delle malattie.
Nel video di Bernini e di Paderno sembra che la ricerca di base sia fatta per divertimento! Hanno omesso tutta la spiegazione che segue.

All’università di Modena c’è un gruppo di ricerca che studia dal 1994 tutta la corteccia prefrontale, un’area importante del cervello molto sviluppata nei primati e in modo particolare nell’uomo. C’è un gruppo di ricerca che unico al mondo studia l’area 8B, che serve per controllare il movimento dell’occhio associato all’orecchio. A Modena sono stati scoperti neuroni in quest’area che servono per riconoscere stimoli uditivi complessi come la voce. Si è scoperto che l’area 8B serve a identificare stimoli uditivi nello spazio, e questo potrebbe essere utile nella ricerca sull’autismo. La mappatura delle aree del cervello è essenziale per conoscere la base di determinate patologie neurodegenerative. Per questi studi, purtroppo, non si può utilizzare animali con sviluppo neurologico inferiore. La legge dice di utilizzare sempre la specie con sviluppo neurologico inferiore quando possibile. Se si potesse, sarebbe più facile utilizzare organismi più semplici, come vermi e moscerini: sono meno complessi e più gestibili.

Il costo di gestione degli animali dello stabulario di Modena varia da 5.000 a 6.000 euro all’anno. La legge animalista costringe la struttura ad acquistare animali all’estero, spendendo intorno a 3000-4000 euro l’uno. Lo stabulario utilizza un animale ogni due anni.

Agli animali si deve insegnare dei compiti tramite il condizionamento operante. Se eseguono correttamente un esercizio vengono premiati con acqua, succo di frutta e a fine giornata ricevono ulteriore ricompense come caramelline, uva passa, arachidi… La cosa simpatica è che Bernini era seriamente preoccupato per le caramelline gommose poichè contengono gel di origine animale, mentre secondo lui probabilmente i macachi sono veg.

Una volta che gli animali hanno imparato i compiti, si fa l’intervento chirurgico in anestesia, successivamente gli animali vengono trattati con antibiotici, antinfiammatori e analgesici. L’esperimento in sé non viene fatto in anestesia perchè (cosa che non viene specificata dal video di Animal Amnesty, forse volutamente censurato perchè non farebbe presa?) gli animali devono riconoscere delle lucette, premere dei pulsanti, spingere delle leve e tutto questo genere di esperimenti di tipo cognitivo. Lo possono fare da addormentati? Gli animalisti, inoltre, sembrano non comprendere la differenza tra anestesia e analgesia. È l’analgesia l’assenza di dolore. La mancanza di anestesia non vuol dire assenza di analgesia.

Non si riesce a comprendere questo paradosso: se  i ricercatori non fanno entrare gli animalisti negli stabulari dicono che c’è qualcosa da nascondere. Quando li fanno entrare e gli spiegano nel dettaglio cosa succede e lo scopo degli esperimenti, gli animalisti strumentalizzano, e offrono al pubblico una visione alterata di come stanno le cose.

Come dovrebbero comportarsi i ricercatori di fronte a questo dilemma?

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Giulia Corsini – consigliere di Pro-Test Italia

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9 commenti

  1. 5000-6000 euro l’anno? Ma siete impazziti? Ma gli stipendi non li contate, o sti ricercatori lavorano a gratis? Il cibo la strumentazione va contata nei vostri fantomatici 5000euro?Pro test, mi sembrate una manica di **TURPILOQUIO CENSURATO**, non cè nessunissimo scopo di ricerca in questo laboratorio di Modena, la “ricerca di base” operata, non porterebbe a qualcosa neanche tra 10 anni. Dovrebbero cercarsi un lavoro vero, i signori del video.

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    • I ricercatori verrebbero pagati ugualmente, anche se lavorassero su altro, quindi non risultano nei costi di gestione dello stabulario perché NON SONO costi di gestione.

      Lo scopo della ricerca, senza offesa, ma non lo valuta certamente uno che si firma fiocco1234, ma lo valuta, a norma di legge, il Ministero della Salute, di concerto con l’istituto Superiore di Sanità, dato che si parla di ricerca su primati.

      E dato che il tutto è stato approvato congiuntamente da Ministero e ISS, direi che evidentemente gli esperti hanno giudicato lo scopo congruo e la metodologia impiegata adeguata.

      Forse chi si dovrebbe cercare un lavoro serio (e magari studiare un po’ prima di parlare a vanvera) sei tu.

      [Dario]

      PS: Oggi ho censurato l’offesa, alla prossima cancello il commento: grazie per la collaborazione.

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