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Sindrome di Wiskott-Aldrich

La sindrome di Wiskott-Aldrich è una rara immunodeficienza associata ad altre manifestazioni cliniche, a trasmissione ereditaria, che si manifesta fin dall’infanzia con conseguenze molto gravi, che portano i bambini malati anche alla morte precocemente.

Viene definita come malattia X-linked, a specificare come la sua ereditarietà sia condizionata dal cromosoma sessuale X. La malattia colpisce quindi solo i maschi, mentre le femmine ne sono portatrici sane ( in grado quindi di trasmettere la malattia alla prole). Il gene mutato responsabile della malattia codifica per la proteina WASP, implicata nella regolazione del citoscheletro ossia quell’impalcatura che ogni cellula ha per sostenersi e funzionare correttamente.

Dal punto di vista clinico è caratterizzata da una triade di manifestazioni ben precisa: trombocitopenia (numero ridotto di piastrine sotto le 150.000/mm3), eczema cronico e infezioni ricorrenti.

Eczema cronico in un bambino con sindrome di Wiskott-Aldrich [1]

Il numero ridotto di piastrine, assieme alle ridotte dimensioni, provoca una difficoltà nel controllo delle emorragie da parte dell’organismo, con un rischio di perdite ematiche importanti maggiore rispetto alla popolazione sana: queste emorragie si manifestano nell’immediato e anche piccoli interventi chirurgici, come ad esempio la rimozione di un neo, possono essere molto impegnativi per questi pazienti e per i medici che devono programmare queste operazioni.
Queste perdite di sangue provocano la morte nel 30% dei casi se i bambini non vengono curati e se il numero delle piastrine non viene tenuto sotto controllo con trasfusioni di piastrine se necessarie.

Le infezioni, sia batteriche (polmoniti, meningiti,..) che virali sono molto frequenti e spesso causano la morte di questi malati (nel 60% dei casi), se non trattate; questo avviene anche in associazione al problema piastrinico provocando emorragie a livello intracranico e gastroenterico.
Inoltre in questi bambini il rischio di avere tumori ematologici (leucemie per esempio) è più elevato rispetto alla popolazione
Nei casi non trattati, la sopravvivenza oltre i dieci anni è rara.

Esistono terapie di supporto valide, come la somministrazione di anticorpi prodotti in laboratorio (per sopperire alla mancanza), la profilassi vaccinale, il trattamento farmacologico dell’eczema, la splenectomia (asportazione della milza) e le trasfusioni piastriniche nei casi di emorragie importanti. Tutte questa terapie non portano tuttavia a guarigione. Attualmente l’opzione curativa è rappresentata dal trapianto di midollo osseo; questa possibilità però non è sempre realizzabile in quanto possono venire meno i donatori compatibili o possono comunque esserci dei casi di ricaduta della malattia nonostante il trapianto.

La speranza di ottenere una guarigione definitiva viene riposta oggi nella terapia genica. Questa strada era già stata precedentemente intrapresa, ma permanevano dei dubbi sulla sicurezza della terapia genica (in X-SCID, si erano presentati delle leucemie in due casi trattati). Nuove speranze nascono però dallo sviluppo recente di nuove terapie, grazie anche al contributo di Naldini dell’istituto Telethon di Milano che ha utilizzato il virus dell’HIV come vettore per reinserire il gene corretto nelle cellule staminali prelevate dal midollo osseo dei bambini malati, in modo da ottenere delle cellule staminali contenenti il gene “corretto” e senza rischio di rigetto; questa terapia in teoria ha carattere definitivo ma è ancora presto per avere una risposta definitiva. Fatto sta che, al momento, i tre bambini (rispettivamente di 3, 4 e 9 anni) non hanno ancora manifestato alcun sintomo della malattia e conducono una vita normale.

La terapia genica per questa malattia si sta confermando sempre di più una valida opzione terapeutica e soprattutto risolutiva se confrontata con le terapie sintomatiche.

L’associazione di riferimento a livello italiano per questa sindrome è l’AIP (Associazione Immunodeficienze Primitive) http://www.aip-it.org

 

[1] Immagine tratta da http://www.hxbenefit.com/wiskott-aldrich-syndrome.html

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