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Caso Stamina: sono i TG i veri colpevoli

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10 commenti

  1. Segnalo anche gli inetti di Radio 105 che hanno appoggiato Vannoni e il suo metodo.

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  2. L’ha ribloggato su Il Ragno.

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  3. Anche Wired si è sempre schierata contro Stamina

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    • dario parazzoli

      hai perfettamente ragione. L’ho aggiunto ai ringraziamenti.

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  4. VoceIdealista

    L’ha ribloggato su laVoceIdealista.

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  5. doppok

    Scusate – al netto delle deviazioni di Stamina, Green Hill (che in se però, se c’è stata violazione delle leggi è una notizia) e più in generale della poca attenzione a certe tematiche – ma la ricerca scientifica non è una notizia in sé, soprattutto per un’informazione generalista e tanto meno in un mondo di uffici stampa istituzionali che ogni santo giorno annunciano in pompa magna la scoperta importantissima di qualcosa che cambierà in maniera migliorativa il futuro.

    Cosa vuol dire avere più ricerca scientifica nei TG? Più notizie sulle nuove scoperte? Quali? Più notizie sul difficile equilibrio degli interessi in gioco? Più notizie sulle frodi? Più notizie sulla problematica commistione di interessi che ogni volta che qualcuno prova a tirarla fuori arriva qualche personalità importante a sminuire il problema e insegnare che la gente deve sapere soprattutto che la scienza è bellissima e fa benissimo? Cosa significa “parlare bene della ricerca scientifica” in quest’ottica?

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    • dario parazzoli

      Ciao Doppok, per me significa un po’ quello che hai detto e un po’ altro.
      Significa dare più spazio ai risultati della ricerca italiana e internazionale, notizie come queste (http://bit.ly/18PQxmh) raramente arrivano sui Tg, si fermano sui giornali. Un Telegiornale poi potrebbe ogni tanto parlare dello stato della ricerca in Italia, del fatto che pur avendo pochissimi fondi nazionali siamo i secondi in Europa a livello di pubblicazioni. Spesso nei giornali escono i risultati, “curato un bambino all’ospedale x” ma non si accenna mai o quando capita poco al lavoro nelle retrovie. Detto questo capisco che non è un tema prioritario e attraente, ma visto che si parla poco, trovo pessimo che quel poco è dedicato a demonizzarla. La ricerca scientifica, soprattutto quella biomedica, è un presidio fondamentale per la tutela della salute pubblica.

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  6. doppok

    Caro Dario, il problema è che non sono notizie da consumare in maniera semplice. Nella ricerca biomedica ci saranno decine e decine di scoperte favolose – o spacciate per tali dagli uffici stampa dei centri di ricerca (batto molto su questo punto perché lo trovo molto importante) – che non portano esattamente a nulla: sono non-notizie per il pubblico generalista. Scoprire un meccanismo fondamentale, importantissimo per la malattia X anche se può sembrare una grande notizia, non lo è finché non mostra risultati tangibili (non solo potenzialità). Quanti lanci ci sono ogni settimana di scoperte chiave per la cura di qualche tumore? Troppi per essere credibili, troppi per poter passare con frequenza in un giornale (stampa o tv). Stamina, Green Hill, la sperimentazione animale ma anche operazioni chirurgiche mirabolanti hanno dietro una storia da raccontare, giocano con emozioni tangibili, problemi etici vicini a molte persone (la sperimentazione animale presumibilmente gioca molto sull’affetto per gli animali d’adozione), raccontano di qualcosa che si pensava impossibile. Qui, secondo me, si gioca buona parte della sfida del raccontare la scienza: non possiamo pretendere che le venga riservato uno spazio solo perché riteniamo abbia uno status speciale su tutto il resto: non è così, si deve ritagliare il suo spazio, guadagnarselo e trovare la sua via per raccontare un’enorme complessità a un pubblico che non necessariamente è e deve essere preparato (come spesso non lo è sul resto).

    Non è neppure una questione di dover educare, come mi pare invece di scorgere nel post. Un giornalista non educa nessuno, racconta, fa luce su qualcosa se richiesto dà un’opinione: il problema è semmai svolgere al meglio questi compiti professionali.

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  1. Caso Stamina: sono i TG i veri colpevoli | Matteo Rossini
  2. La ricerca scientifica nei TG Rai

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