Pro-Test Italia

Comunicato Stampa: La preoccupazione dell’associazione Pro-Test Italia nei riguardi degli animali prelevati dagli animalisti dai laboratori di Milano

Il 20 Aprile 5 animalisti attivisti hanno fatto irruzione nello stabulario di Via Vanvitelli a Milano e ne sono usciti portandosi via un centinaio di topi ed un coniglio. Lo scopo di questo gesto era la “liberazione” delle cavie, in quanto, a parere dei suddetti attivisti, questi animali sarebbero sottoposti a torture da parte dei ricercatori.

Oggi siamo venuti a conoscenza delle condizioni in cui vivono alcuni di questi animali, attraverso alcune foto pubblicate su Facebook.

In una foto si può osservare che i topi sono stati tenuti in un bagno, un ambiente non esattamente ideale al soddisfacimento delle necessità dell’animale. In altre foto è possibile notare che gli animali sono stati rimescolati e messi assieme non rispettando le gerarchie che si stabiliscono nei gruppi di roditori, ciò li rende stressati ed aggressivi. Si possono poi vedere foto in cui ci sono tantissimi animali in uno spazio ristretto e questo rappresenta un altro grande problema, se gli animali in ogni gabbia sono troppi, possono accadere fenomeni di cannibalismo e aggressione. Anche mettere gli animali isolati in gabbie singole, come afferma di aver fatto l’attivista in possesso degli animali è un altro grande problema. Questo è infatti un fattore di stress per i topi. L’isolamento sociale, come è noto, può indurre depressione nell’uomo ed è usato come modello di questa patologia negli animali.

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Da alcuni commenti alle foto si evince che a casa dell’attivista, detentrice di ben 90 topi, gli animali, geneticamente modificati per sviluppare patologie gravi a fini di ricerca, si sono accoppiati. Non sappiamo se questi fossero portatori della stessa patologia o di patologie diverse; nel secondo caso saremmo di fronte ad un animale con più modificazioni genetiche di cui non conosciamo le conseguenze e ci dispiacerebbe sapere che a causa di questa grave disattenzione nel gestire gli animali ne siano nati altri, malati e sofferenti a vita, poiché provenienti da roditori creati per studiare patologie ad oggi incurabili.

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Come dichiarato da Giuliano Grignaschi, responsabile Animal Care Unit dell’Istituto Mario Negri:

“Dalle foto che ho potuto osservare é evidente che i topi di cui si occupa questa attivista sono mantenuti in condizioni assolutamente non controllate e poco adatte alla specie. Soprattutto é gravissimo il fatto, se vero, che si siano fatti accoppiare animali geneticamente modificati modello di patologie e che siano perciò nati nuovi animali malati (forse ancora più gravemente), senza nessuna reale necessità; se questo fosse vero sarebbe lecito chiedersi chi risponderà per le assolutamente inutili sofferenze a cui saranno soggetti questi animali

Come associazione ci preoccupiamo del benessere animale e riteniamo che questa situazione sia inaccettabile. Queste persone non solo hanno fatto perdere milioni di euro a contribuenti e donatori e hanno spento la speranza di milioni di malati nel mondo, ma a causa della loro scarsa conoscenza di quelle che sono le esigenze dei roditori che hanno prelevato, gli animali vivono in condizioni non adeguate alla loro specie, a differenza del contesto di laboratorio dal quale provengono e nel quale si trovavano in perfetto stato sia fisico che psicologico. Come se non bastasse, nuovi animali portatori di gravi patologie sono stati fatti nascere nonostante non ci fosse necessità.

Ci auguriamo che casi come questo siano soltanto delle eccezioni, e che vengano debitamente stigmatizzati da chiunque abbia veramente a cuore la tutela del benessere degli animali, sia in un contesto di laboratorio, sia al di fuori.

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