Pro-Test Italia

8 giugno 2013: Italia unita per la corretta informazione scientifica

La necessità di creare un dialogo diretto tra il mondo scientifico e il pubblico privilegiando uno stile comunicativo che metta al primo posto la correttezza dell’informazione scientifica e la verificabilità dei dati: con questo spirito è nato “Italia unita per la corretta informazione scientifica”, un evento svoltosi in 16 città italiane, organizzato da Pro-Test Italia, e che ha coinvolto numerose associazioni e istituti di notevole importanza, come CICAP, ANBI, Associazione Luca Coscioni, EBRA, SIVAL, Istituto di Farmacologia Mario Negri, O.Ma.R. e INGV, oltre che alcune Università italiane.

L’iniziativa, che ha avuto grande risonanza mediatica, ha portato a lucide analisi come quella della Dr.ssa Daniela Ovadia (Docente di giornalismo medico-scientifico presso il Master in Giornalismo all’Università Statale di Milano) che ha dichiarato: “L’iniziativa va nella direzione giusta: quella del dialogo pubblico e aperto su ciò che oggi la scienza può dire e su ciò che non può dire, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di persone, di ogni estrazione sociale e culturale”.

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Sono intervenuti inoltre importanti divulgatori scientifici e professionisti del settore medico e scientifico italiano, come Sergio Della Sala (Direttore dell’unità di Human Cognitive Neuroscience dell’Università di Edimburgo), Nadia Malavasi (Presidente onorario dell’associazione Thalidomici Italiani), Michele Morgante (direttore dell’Istituto di Genomica Applicata, componente dell’Accademia dei Lincei e ricercatore presso la DuPont, Genomics Research).

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Durante la giornata di sabato i convegni si sono svolti nelle diverse città, talvolta preceduti da flashmob, con lo scopo di rendere simbolicamente più viva la scintilla razionale e scientifica.
Le contestazioni non sono mancate, alcune città sono state costrette ad annullare i flashmob in forma cautelativa, per problemi di ordine pubblico sorti dalle contestazioni di frange estremiste.

La sperimentazione animale, gli O.G.M., le cellule staminali e la correlazione vaccini-autismo sono solo alcuni degli argomenti trattati durante questa giornata. Sono questi infatti i temi affrontati dai giornali e dalla televisione in maniera superficiale, confondendo le idee dell’ascoltatore e rendendo impossibile ai ricercatori e agli scienziati cercare di far capire perché, ad esempio, la comunità scientifica è perplessa riguardo il caso Stamina.

Proprio su quest’ultimo argomento si è espresso il Prof. Vincenzo Perciavalle (Direttore del Dipartimento di Scienze Fisiologiche a Catania): “Il problema di Stamina è che non esistono ancora delle evidenze scientifiche sufficienti per documentarne l’efficacia e l’innocuità, i due requisiti che una cura deve avere”.

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La disinformazione può causare danni anche più gravi, invalidando 10 anni di ricerche come avvenuto a Milano in seguito all’irruzione nello stabulario di Via Vanvitelli a Milano, nello scorso Aprile. Come spiega il Prof. Roberto Giovannoni (ricercatore e responsabile del laboratorio di modelli animali all’Università di Milano-Bicocca): “La sperimentazione animale è indispensabile. […] C’è bisogno di un sistema integrato per poter valutare quello che è il reale effetto terapeutico […] nonostante ci siano metodi cosiddetti alternativi, che purtroppo sono funzionali solo in alcuni casi molto limitati”.

Un altro argomento spinoso che, a causa di una serie di mistificazioni, ha provocato una paura irrazionale nella gente comune, è quello degli OGM. Come afferma il Prof. Piero Morandini (ricercatore all’Università Ludwig-Maximilians di Monaco di Baviera): “[…] il consenso della comunità scientifica è molto ampio, ed è questo: che non esistono dei rischi peculiari delle piante transgeniche rispetto alle piante convenzionali, e anche le piante convenzionali presentano dei rischi”.

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Nonostante lo scetticismo che ruotava attorno all’esito di questo revanscismo culturale, l’evento ha segnato una svolta storica in Italia. È stato innegabilmente un successo, un effetto risonanza dovuto alla manifestazione del 1°Giugno di Pro-Test Italia, che ha spinto gli scienziati ad uscire dalle loro torri d’avorio per estendere il sapere accademico a persone di ogni estrazione sociale. È sorprendente che tutto ciò sia stato organizzato da studenti e neo laureati, e che nessuno prima si sia mosso in questa direzione.
Bisogna creare un fil rouge tra accademici e cittadinanza, niente più tramiti la cui preparazione scientifica non è sempre all’altezza delle aspettative e che fungono da potenziali distorsori del sapere. L’impellenza ormai è quella di avere un’informazione diretta, a “chilometri zero”.

(Simone Corosaniti – socio fondatore Pro-Test Italia)

Si ringraziano per le foto: [1], [2] Carlo Bessone, Genova; [3] Lorenzo Todaro, Milano; [4] Andrea Eoli, Torino.

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